NOTIZIE NAZIONALI E REGIONALI

ULTIME NOTIZIE SUL CORONA VIRUS

Da venerdi 6 Agosto il certificato verde #Covid19 è necessario anche per:
– servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso;
-spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
-musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
-piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
-sagre e fiere, convegni e congressi;
-centri termali, parchi tematici e di divertimento;
-entri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri -estivi, e le relative attività di ristorazione;
-attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
-concorsi pubblici.


La Certificazione verde COVID-19 si applica a tutte le attività e i servizi autorizzati in base al livello di rischio della zona. E’ richiesta in “zona bianca” ma anche nelle zone “gialla”, “arancione” e “rossa”, dove i servizi e le attività siano consentiti. Regioni e Province autonome possono prevedere altri utilizzi della Certificazione verde COVID-19.
All’ingresso presentati:
-con il green pass digitale o cartaceo;
-un documento di riconoscimento valido;
A tutela della privacy i dati personali sono letti solo con l’app nazionale VerificaC19, ma non registrati.
Chi è escluso dall’obbligo:
Il green pass non è richiesto fino a 12 anni e a chi è esente sulla base di motivazioni mediche certificate
Info sul #greenpass: https://www.dgc.gov.it/web/

6 mesi di sgravi al 100% per le assunzioni dal 1° luglio al 31 ottobre. Istruzioni in arrivo solo a settembre, l’Inps dà intanto alcune indicazioni

Il contratto di rioccupazione è stato introdotto in via sperimentale dal DL Sostegni Bis. Nella sostanza, è volto a incentivare l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone disoccupate (settore agricolo e domestico esclusi).

Per il datore di lavoro che lo utilizza (c’è tempo dal 1° luglio al 31 ottobre 2021 per assumere con questa formula) è previsto un esonero contributivo al 100% pari a un massimo di 6 mila euro annui, che diventano però 3 mila euro (da parametrare e applicare su base mensile ed eventuale part-time) poiché il contratto di rioccupazione prevede benefici solo nei 6 mesi di inserimento. Sono esclusi dall’esonero i premi e contributi Inail. I datori di lavoro possono anche non svolgere attività imprenditoriale (es: associazioni, studi professionali…). 

Ora l’Inps, annunciando per settembre le istruzioni relative alle richieste di ammissione all’esonero, fornisce (leggi qui il testo integrale della circolare nr. 115/2021) le prime indicazioni sull’applicazione del contratto.

Non è un apprendistato

Il contratto di espansione non è un contratto di apprendistato e può sfociare, a tutti gli effetti, in un contratto a tempo indeterminato. Come detto, deve coinvolgere un lavoratore disoccupato. Dunque, non ha diritto all’esonero contributivo il datore di lavoro che trasforma in indeterminato un rapporto già in essere.

Come funziona il contratto di rioccupazione

Il contratto di rioccupazione è collegato alla formazione del lavoratore. La sua validità è infatti condizionata alla definizione, in accordo con il lavoratore, di un progetto individuale di inserimento della durata di 6 mesi, con lo scopo di riqualificare il lavoratore stesso in base al nuovo contesto lavorativo.

Durante questi 6 mesi vale il regime sanzionatorio relativo al licenziamento illegittimo, e il licenziamento del lavoratore comporta anche la revoca dello sgravio. Trascorsi i 6 mesi di inserimento, le due parti possono recedere: il mancato recesso determina la prosecuzione del rapporto come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Cumulabilità con altri incentivi

Ai sensi dell’articolo 41, comma 8, del DL Sostegni Bis, l’esonero contributivo previsto dal contratto di rioccupazione è cumulabile, per il periodo di durata del rapporto successivo ai 6 mesi (dunque una volta terminati i 6 mesi dello sgravio al 100%), con gli esoneri contributivi previsti a legislazione vigente.

Nei casi in cui il datore di lavoro fruisca di altri incentivi all’assunzione (o anche non rientranti in questo alveo in modo specifico), si applica invece la regola della fruizione in successione. Per fare un esempio: l’esonero giovani prevede decontribuzioni di 36 mesi oppure di 48 nelle regioni del Mezzogiorno, ma fruendo già dei 6 mesi del contratto di espansione, il periodo dei benefici diventa, rispettivamente, di 30 e 42 mesi.


Scatta oggi il via per la presentazione delle domande di accesso al contributo a fondo perduto per le imprese artigiane dell’Isola colpite dall’emergenza Covid. Si tratta di 6 milioni di euro, previsti dal “Fondo per la ripresa artigiani”, da erogare a fondo perduto fino ad un massimo di 2 mila euro per azienda, a rimborso del 100 per cento delle spese per interessi e commissioni derivanti da operazioni creditizie concesse ai sensi del decreto-legge 23/2020 sostenute dalle imprese a partire dall’8 aprile 2021 e attestate dall’istituto di credito.

L’iniziativa della Regione Siciliana, attraverso il Dipartimento Attività produttive, rientra nell’ambito dei ristori per le imprese artigiane danneggiate economicamente dalla pandemia; un bacino di circa 5 mila aziende a cui sono destinati in tutto 40 milioni di euro in aiuti. Risorse suddivise in due bandi: uno da 6 milioni di contributi a fondo perduto, l’altro da 34 milioni di euro a valere sul Fondo regionale di sviluppo europeo Po Fesr Sicilia 2014-2020 per finanziare progetti di investimenti volti a migliorare la competitività delle imprese, introduzione di soluzioni innovative e miglioramento delle strategie commerciali (le cui domande si presentano a partire dal 7 settembre con procedura valutativa a sportello).

Sarà la Crias, la Cassa regionale delle Attività produttive, ente in house della Regione Siciliana, a gestire l’erogazione del contributo volto a dare ossigeno alle imprese artigiane che hanno ridotto il loro fatturato, ma anche a incrementare la produzione, introdurre innovazioni e garantire una formazione specialistica.

A beneficiare del finanziamento saranno le imprese artigiane con sede legale o operativa in Sicilia, iscritte all’Albo delle imprese artigiane presso le Camere di commercio e che non risultano sospese o inattive, che non siano in stato di liquidazione o fallimento, con un numero di addetti non superiore a 5 e un utile netto al 2019 fino a 30 mila euro.

Le domande per i contributi a fondo perduto possono essere presentate da oggi e sino all’esaurimento della dotazione finanziaria unicamente mediante la piattaforma dedicata sul sito della Crias, www.crias.it, seguendo le procedure indicate. Questo il link per accedere ai finanziamenti agevolati e Contributi a fondo perduto in favore delle imprese artigiane.

Clicca il seguente link per visualizzare e scegliere le informazioni adatte alla tua azienda https://www.regione.sicilia.it/la-regione-informa