In Sicilia, ogni fine estate coincide con la partenza di tanti giovani che tornano al Nord in cerca di stabilità e prospettive migliori. Un fenomeno che continua a interrogare il territorio e che rende centrale il tema della qualità del lavoro e della contrattazione.
In questo scenario, Conflavoro è in continuo movimento con strumenti e servizi per sostenere le imprese.
Ne abbiamo parlato con Giuseppe Pullara, vicepresidente nazionale vicario e segretario regionale di Conflavoro Sicilia.
Perché il Mezzogiorno fatica ancora a trattenere i suoi talenti?
“Il fenomeno è evidente: tanti giovani tornano al Nord perché qui, troppo spesso, vengono proposti contratti precari, percorsi professionali incerti, opportunità limitate. La vera risposta è una contrattazione collettiva di qualità, l’unica capace di sostenere la crescita delle imprese e, allo stesso tempo, valorizzare le persone. I giovani dovrebbero poter restare nella propria terra, contribuire allo sviluppo della Sicilia e costruire qui il loro futuro.”
Conflavoro insiste molto sul tema della qualità contrattuale. Cosa significa concretamente?
“Significa partire da un contratto di lavoro chiaro, completo, conforme alle normative e al CCNL applicato. Conflavoro sostiene le imprese nel corretto inquadramento del personale, nella condivisione delle informazioni fin dall’inizio del rapporto di lavoro e nella costruzione di processi di assunzione professionali. La trasparenza riduce i contenziosi, migliora il clima aziendale e crea fiducia.”
Il Ministero del Lavoro ha riconosciuto Conflavoro come associazione datoriale maggiormente rappresentativa a livello nazionale. Quanto è importante questo risultato?
“Questo riconoscimento certifica la nostra consistenza associativa, la diffusione territoriale e la validità dei contratti collettivi che abbiamo siglato e depositato al CNEL. Per le imprese significa avere una voce più forte ai tavoli istituzionali, più tutela, più servizi, più opportunità. La rappresentatività non è un titolo: è uno strumento che ci permette di incidere davvero sulle politiche del lavoro.”
Fondo FFOR e Conflavoro Point: due strumenti nuovi che stanno attirando molta attenzione. Che ruolo hanno?
“Il Fondo FFOR è una leva strategica per la formazione continua. Permette alle imprese di aggiornare le competenze dei lavoratori, innovare, crescere, senza costi aggiuntivi. In un mercato che cambia rapidamente, la formazione è la prima forma di competitività. Il Conflavoro Point, invece, è una piattaforma dedicata ai consulenti del lavoro. Offre servizi qualificati, partner selezionati, soluzioni immediate. Semplifica e aiuta a trovare ciò che serve con un click.”
La Sicilia è spesso descritta come una regione complessa dal punto di vista occupazionale. Vede segnali di cambiamento?
“Sì, e sono segnali importanti. Ci sono imprese che hanno raggiunto standard elevati di sicurezza, che applicano correttamente i contratti, che investono in formazione e innovazione. Il lavoro nero esiste, certo, ma non rappresenta la Sicilia produttiva che noi vediamo ogni giorno: quella che cresce, che si impegna, che vuole fare bene.”
Cosa serve davvero per trattenere i giovani?
“Serve formazione di qualità, serve fiducia, serve un territorio che investa su di loro. I giovani siciliani hanno talento, energia, idee. Devono essere messi nelle condizioni di esprimersi, di crescere, di costruire il proprio futuro qui. Io ci credo. Credo nella Sicilia e credo nei giovani.”
In conclusione: quale messaggio vuole lanciare alle imprese siciliane?
“Di non avere paura del cambiamento. Di investire nella qualità del lavoro, nella sicurezza, nella formazione, nella contrattazione collettiva. Conflavoro è accanto a loro, con strumenti concreti, con una rappresentatività forte, con una visione chiara: far crescere le imprese e far crescere la Sicilia.”