“𝐿’𝑖𝑚𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑙𝑒 𝑖𝑛 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑓𝑒𝑛𝑜𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑚𝑎𝑟𝑔𝑖𝑛𝑎𝑙𝑒: 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑛𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑒𝑐𝑜𝑛𝑜𝑚𝑖𝑎.”
Il vicepresidente nazionale vicario e segretario regionale di Conflavoro, 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐏𝐮𝐥𝐥𝐚𝐫𝐚, commenta così i nuovi dati dell’Osservatorio Unioncamere sull’imprenditorialità femminile che mostrano un’Italia in lieve arretramento (-0,3%) ma una Sicilia più dinamica della media nazionale. Nell’isola le imprese guidate da donne sono 113.245, pari al 24,4% del totale regionale, oltre due punti percentuali sopra il dato italiano (22,3%). Un segnale che conferma la presenza strutturale delle donne nel sistema produttivo siciliano.
Palermo (25.072 imprese), Catania (23.454) e Messina (14.677) guidano per numeri assoluti, mentre Enna registra la quota percentuale più alta dell’isola con il 27,1% delle imprese a guida femminile. Percentuali elevate anche a Trapani (26,1%), Siracusa (25,9%) e Agrigento (25,1%).
La presenza femminile è particolarmente forte nei servizi alla persona, nell’assistenza sociale, nell’istruzione (30–40% del totale) e nei comparti strategici del turismo, del commercio e dell’agricoltura, dove si attesta intorno al 25%.
Sul fronte delle 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀, la Sicilia conta 553 imprese certificate, terza regione in Italia dopo Campania e Puglia.
Nelle aziende coinvolte lavorano 39.726 uomini e 16.955 donne, con una presenza femminile media del 29,65%.
“𝑃𝑒𝑟 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎-sottolinea il 𝐯𝐢𝐜𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐜𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨- 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑎𝑙 𝑐𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑒, 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑚𝑎𝑛𝑎𝑔𝑒𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒, 𝑖𝑛𝑐𝑒𝑛𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑒 𝑟𝑒𝑡𝑖 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑔𝑛𝑖𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑖𝑡𝑟𝑖𝑐𝑖 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑓𝑎𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑠𝑣𝑖𝑙𝑢𝑝𝑝𝑜. 𝐿𝑎 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒, 𝑚𝑎 𝑣𝑎 𝑖𝑛𝑠𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑒𝑐𝑜𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑎𝑣𝑜𝑟𝑖𝑠𝑐𝑎 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑡𝑖𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀.”