Sicilia maglia nera sulla sicurezza: +9,8% di infortuni. Conflavoro Sicilia: “L’Isola non può restare ferma”

9 Settembre 2026

Conflavoro Sicilia accende i riflettori su un dato che non può passare sotto silenzio: nei primi sette mesi del 2026 la Sicilia, insieme alla Sardegna, guida la classifica nazionale per aumento delle denunce di infortunio sul lavoro. A dirlo è l’ultimo rapporto Inail che certifica un incremento del 9,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, quasi il doppio della media italiana (+4,9%). Un segnale che, per Conflavoro, non è soltanto statistico: racconta una regione che produce, che cresce, ma che continua a pagare un prezzo troppo alto in termini di sicurezza.

A livello nazionale, tra gennaio e luglio 2026 le denunce complessive (esclusi gli studenti) pervenute all’Inail, sono state 256.471, contro le 244.495 dello stesso periodo del 2025. In lieve calo i casi mortali (–2,3%), ma aumenta l’incidenza per numero di occupati: +3,5%, da 1.016 a 1.052 denunce ogni 100 mila addetti.

Le Isole trainano l’aumento (+9,8%), seguite da Nord-Ovest, +5,8%; Centro, +5,2%; Sud, +4,9%; Nord-Est, +2,9%.

Nel dettaglio regionale, dietro Sicilia e Sardegna, spiccano Lazio (+9,7%), Molise (+9,0%) e Campania (+8,1%). In controtendenza Liguria, Trento e Bolzano. A crescere sono soprattutto: Sanità e assistenza sociale, +6,8%; Trasporto e magazzinaggio, +3,6%; Servizi di supporto alle imprese, +3,6%; Commercio, +3,5%; Alloggio e ristorazione, +3,0%; Costruzioni, +2,1%; Manifatturiero, +1,6%. Per gestione assicurativa, aumentano il Conto Stato (+10,2%) e l’Industria e servizi (+5,0%), mentre l’Agricoltura registra una lieve flessione (–0,8%).

Il vicepresidente nazionale vicario e segretario regionale, Giuseppe Pullara, interviene con una dichiarazione netta e senza giri di parole: “La Sicilia non può accettare di essere la maglia nera d’Italia sulla sicurezza. Un aumento del 9,8% degli infortuni non è un dato: è un grido. E quando a gridare sono i lavoratori, le imprese e le famiglie, le istituzioni hanno il dovere di ascoltare. Le aziende siciliane stanno investendo, innovando, creando lavoro. Ma non possono essere ostacolate da procedure lente, controlli disomogenei e una burocrazia che pretende di proteggere senza conoscere davvero i luoghi di lavoro.  Chiediamo un intervento immediato: più ispettori realmente operativi, più strumenti digitali per monitorare i rischi e meno ostacoli amministrativi. Conflavoro Sicilia è pronta a collaborare con chi vuole cambiare le cose, ma non esiterà a denunciare ogni ritardo che mette a rischio la vita delle persone. La sicurezza è un patto: chi lo tradisce, tradisce la Sicilia.”

 

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