Anche in Sicilia emerge con forza l’ “Agosto dei Rimasti”, la nuova fotografia economica elaborata dal Centro Studi Conflavoro. Nell’isola, dove la mobilità estiva è tra le più basse d’Italia, oltre quattro milioni di residenti trascorreranno il mese di agosto a casa, generando un impatto economico stimato fra 1,15 e 1,3 miliardi di euro sul commercio di prossimità: alimentari, bar, gelaterie, panifici, mercati rionali, sagre e arene estive.
La stima regionale nasce dall’applicazione dei dati del Centro Studi nazionale, che fotografa un’Italia in cui circa 40 milioni di persone non partiranno ad agosto, con una spesa complessiva fra 11 e 13 miliardi nei negozi sotto casa. Partendo da questo quadro, Conflavoro Sicilia ha proporzionato i valori sulla base della popolazione residente, della mobilità estiva nel Mezzogiorno e della composizione della spesa familiare, arrivando a una stima dedicata all’isola.
“Raccontiamo sempre l’Italia che parte, mai quella che resta”, ricorda Roberto Capobianco, Presidente Nazionale di Conflavoro. “Eppure è proprio chi resta a casa a sostenere il commercio di vicinato: i soldi non si spostano, restano nel raggio di pochi chilometri, dal fruttivendolo al forno al bar all’angolo. Oltre undici miliardi in un mese: è il PIL silenzioso di agosto”.
In Sicilia il fenomeno assume un peso particolare: la quota di spesa destinata agli alimentari è la più alta d’Italia e il commercio di prossimità rappresenta una parte essenziale della vita quotidiana delle famiglie. La sola spesa alimentare dei “rimasti” siciliani vale circa 900 milioni di euro in un mese, cui si aggiungono 160-180 milioni per bar, pizzerie e gelaterie di quartiere e 100-120 milioni per il tempo libero di prossimità.
Giuseppe Pullara, vice presidente nazionale vicario di Conflavoro e segretario regionale della Sicilia, afferma: “La stima dedicata all’isola nasce da un lavoro metodologico chiaro: siamo partiti dai dati del Centro Studi nazionale, che misurano per la prima volta l’Italia dei rimasti e li abbiamo proporzionati alla realtà demografica ed economica dell’isola. La Sicilia ha una struttura particolare: mobilità estiva molto contenuta, una spesa alimentare più alta della media nazionale e un commercio di prossimità che è parte integrante della vita dei quartieri. È per questo che l’impatto economico dei rimasti, ad agosto, è così rilevante”.
Un agosto diverso da quello delle cartoline: meno valigie e più serrande alzate, meno partenze e più economia che resta nei quartieri.
“L’“Agosto dei rimasti” –conclude Pullara– diventa, così, la lente attraverso cui leggere il ruolo silenzioso ma decisivo delle micro e piccole imprese siciliane, che anche nel cuore dell’estate continuano a tenere viva la città, la comunità e il tessuto economico dell’isola”.