Al Pirandello una serata di emozioni e responsabilità: il messaggio di Giuseppe Pullara ai giovani e al mondo del lavoro

8 Maggio 2026

Una serata dedicata alle emozioni, alla musica e ai valori che tengono insieme una comunità. Sul palco del Teatro Pirandello, durante il concerto-evento “Le emozioni del cuore” di Stefano La Porta, il vice presidente nazionale vicario e segretario regionale di Conflavoro, Giuseppe Pullara, ha portato un intervento che ha unito amore, lavoro e solidarietà in un’unica visione.

Pullara ha aperto il suo discorso con una verità semplice e potente: “Il lavoro, quello vero, quello che costruisce, è un atto d’amore.” Un’affermazione che ha guidato l’intero intervento, trasformando il palco in uno spazio di riflessione collettiva.

Rivolgendosi al pubblico, Pullara ha ricordato che dietro ogni impresa, ogni laboratorio, ogni attività che resiste nel tempo, ci sono mani che creano, storie che si tramandano, sacrifici silenziosi. L’artigiano che accende la luce all’alba, la famiglia che porta avanti un’attività da generazioni, l’imprenditore che mette la persona prima del profitto: sono tutti esempi di un amore che si manifesta attraverso il lavoro ben fatto. “Il lavoratore non è un numero, non è un costo da comprimere: è la risorsa più preziosa che un’azienda possa avere”, ha sottolineato Pullara, richiamando l’attenzione sul valore umano che sostiene l’economia reale.

Un’altra parte del suo intervento è stata dedicata alla solidarietà silenziosa, quella che non cerca visibilità ma che cambia la vita delle persone. Pullara ha ricordato gli imprenditori che, nei momenti più difficili, hanno scelto di rinunciare al proprio stipendio pur di non licenziare nessuno o che donano parte di ciò che producono a chi è in difficoltà. “Questa è impresa. Questo è amore”, ha affermato.

La parte più intensa del discorso è stata rivolta ai giovani presenti in sala. Pullara ha consegnato loro due messaggi chiari. Il primo: amare se stessi. “Non siate la brutta copia di qualcun altro: siate l’originale di voi stessi”, ha detto, invitando i ragazzi a credere nel proprio valore, a rispettarsi e a non lasciarsi definire dagli altri.

Il secondo: non avere paura di restare. Contro la narrazione che vede la Sicilia come un luogo da cui fuggire, Pullara ha ribadito che le opportunità esistono anche qui, e che il futuro può essere costruito proprio dove affondano le radici.

“La differenza non la fa il luogo in cui siete. La differenza la fate voi”, ha dichiarato, sottolineando che la Sicilia ha bisogno dell’energia, della visione e del coraggio dei suoi giovani. A chiusura del suo intervento, il vice presidente nazionale vicario di Conflavoro ha evocato un’immagine potente: la storia di Niccolò Paganini che, durante un concerto, continuò a suonare anche quando tre delle quattro corde del suo violino si spezzarono. “Una corda ti resterà sempre”, ha ricordato. E con quella corda, con quella forza minima ma essenziale, si può ancora creare bellezza.

Un invito a non arrendersi, a non smettere mai di suonare, anche quando la vita sembra togliere tutto.

 

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