Il vice presidente nazionale vicario di Conflavoro e segretario regionale della Sicilia, 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐏𝐮𝐥𝐥𝐚𝐫𝐚, ha portato ieri mattina, 26 marzo, un contributo di forte impronta operativa al convegno territoriale “𝐶𝑎𝑛𝑡𝑖𝑒𝑟𝑒 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀: 𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑖𝑛𝑠𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜”, ospitato nella Sala Zeus del Museo Archeologico “Pietro Griffo” di Agrigento. Una giornata di confronto dedicata al reinserimento sociale e al ruolo decisivo che comunità e istituzioni possono svolgere nel costruire percorsi di inclusione reale.
L’iniziativa, promossa dalla Casa Circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento e dall’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna, ha riunito magistrati, rappresentanti del sistema penitenziario, ordini professionali, terzo settore e mondo produttivo. Ed è proprio su quest’ultimo fronte che Conflavoro Sicilia ha scelto di assumere una posizione chiara: il reinserimento passa dal lavoro, e il lavoro richiede imprese informate, coinvolte e libere dal pregiudizio.
Durante i lavori, il 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐜𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, è stato pubblicamente elogiato dalla direttrice dell’istituto penitenziario, 𝗔𝗻𝗻𝗮 𝗣𝘂𝗰𝗶 , per la collaborazione avviata a titolo gratuito con la struttura. Un impegno orientato alla creazione di percorsi formativi capaci di generare competenze spendibili e opportunità concrete per i detenuti.
𝐏𝐮𝐥𝐥𝐚𝐫𝐚 ha posto l’accento su un nodo culturale ancora troppo radicato: “𝐿𝑒 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜, 𝑚𝑎 𝑖𝑙 𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑜𝑠𝑡𝑎𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑔𝑖𝑢𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜. 𝐷𝑜𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑓𝑎𝑟 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑔𝑟𝑎𝑣𝑖 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑔𝑒𝑣𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑐ℎ𝑖 𝑎𝑠𝑠𝑢𝑚𝑒 𝑑𝑒𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖. 𝐺𝑙𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑎 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀: 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎 𝑑𝑒𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑟𝑎𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜, 𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑐𝑖𝑑𝑖𝑣𝑎 𝑑𝑖𝑚𝑖𝑛𝑢𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜”.
Proprio per superare la distanza tra mondo produttivo e sistema penitenziario, Pullara ha annunciato l’intenzione di organizzare un convegno informativo rivolto agli imprenditori, con l’obiettivo di illustrare gli incentivi e le agevolazioni per l’assunzione di persone detenute o in misura alternativa, modelli di collaborazione già attivi, testimonianze e dati sull’impatto occupazionale nella riduzione della recidiva. Nel corso dell’incontro è stato approfondito anche il progetto “RI-Uscire”, che integra orientamento, accompagnamento al lavoro, tirocini e supporto psico-sociale. Un esempio concreto di come la sinergia tra istituzioni, terzo settore e imprese possa generare percorsi di reinserimento efficaci. La presenza di 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 al tavolo di confronto conferma il ruolo dell’associazione come ponte tra sistema produttivo e politiche sociali, capace di tradurre i principi in azioni e di coinvolgere le imprese in un progetto di comunità.