La crescente instabilità nello Stretto di Hormuz continua a generare incertezza sui mercati energetici internazionali, con possibili ripercussioni sui prezzi dei carburanti e sui costi di approvvigionamento. In questo contesto, Conflavoro Sicilia esprime forte attenzione per gli effetti che eventuali rincari potrebbero avere sul tessuto produttivo regionale, caratterizzato da micro e piccole imprese, logistica territoriale e mobilità quotidiana.
“Interventi selettivi possono garantire maggiore efficacia rispetto alle misure generalizzate, sostenendo le realtà che più risentirebbero di un aumento dei costi energetici”, dichiara Giuseppe Pullara, vicepresidente nazionale di Conflavoro e segretario regionale della Sicilia. “Per la nostra Regione, dove la struttura produttiva è particolarmente sensibile alle oscillazioni dei prezzi dei carburanti, la prospettiva di aiuti mirati rappresenta un segnale importante.”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha delineato la strategia che il Governo è pronto ad adottare qualora la crisi dovesse protrarsi: niente interventi a pioggia, ma misure tempestive rivolte alle imprese più esposte e alle famiglie a basso reddito.
Per Conflavoro Sicilia “strumenti calibrati possono garantire maggiore rapidità ed efficacia”.
L’associazione datoriale seguirà con attenzione l’evoluzione del quadro internazionale e nazionale, monitorando l’impatto sui settori produttivi dell’Isola e promuovendo un confronto costante con le istituzioni affinché le misure annunciate si traducano in interventi concreti, utili e immediatamente applicabili. “La competitività della Sicilia passa anche dalla capacità di proteggere le imprese nei momenti di instabilità globale”, conclude Pullara.