Il Rapporto Annuale ISTAT 2026 conferma le difficoltà strutturali che frenano la competitività della Sicilia: calo demografico, capitale umano in uscita, competenze insufficienti e servizi territoriali disomogenei. Elementi che incidono direttamente sulla capacità delle imprese di crescere e innovare.
L’Isola registra uno dei peggiori saldi demografici d’Italia, con migliaia di giovani, spesso laureati , che ogni anno lasciano il territorio. A questo si aggiungono tassi di occupazione inferiori alla media nazionale, alta incidenza di lavoro discontinuo e una delle quote di NEET più elevate d’Europa. Il mismatch tra domanda e offerta resta marcato: le imprese cercano profili tecnici e digitali che il mercato locale fatica a fornire.
ISTAT evidenzia anche livelli elevati di povertà assoluta ed energetica, forti divari nei servizi essenziali e criticità nelle aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Sul fronte dell’innovazione, la Sicilia mostra una presenza limitata di lavoratori altamente qualificati, bassa attività brevettuale e investimenti in ricerca e sviluppo inferiori alla media nazionale.
In questo scenario, la Regione Siciliana sta investendo in innovazione e modernizzazione, mettendo in campo misure per sostenere la digitalizzazione delle imprese, favorire l’adozione di tecnologie 4.0, rafforzare la formazione specialistica e attrarre nuovi investimenti. Interventi che rappresentano un primo passo per ridurre il divario competitivo e accompagnare il tessuto produttivo nelle transizioni digitale ed energetica.
“Le imprese siciliane stanno affrontando una fase di trasformazione complessa. Per competere servono competenze tecniche, infrastrutture efficienti e strumenti che rendano sostenibile la transizione digitale ed energetica”, afferma Giuseppe Pullara, vicepresidente nazionale vicario di Conflavoro. “La priorità è creare condizioni che permettano alle PMI di trattenere capitale umano qualificato e di investire in innovazione. Senza questo, la Sicilia rischia di restare ai margini delle dinamiche produttive del Mediterraneo”.
Per Conflavoro Sicilia, la direzione è chiara: investire sul capitale umano, rafforzare i servizi, sostenere l’innovazione e accompagnare le imprese nelle transizioni in corso. Solo così sarà possibile trasformare le fragilità in opportunità e costruire un sistema produttivo più competitivo e inclusivo.