Scuola che si svuota, futuro che si allontana: un appello da Conflavoro Sicilia

25 Agosto 2025

In Sicilia, il calo degli alunni nelle scuole non è solo un dato statistico: è il riflesso di una crisi sociale e produttiva che richiede risposte urgenti. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia, negli ultimi 11 anni l’isola ha perso oltre 114 mila studenti e il numero degli istituti statali è sceso da 883 nel 2013 a 705 nel 2025. Un fenomeno che non può essere ignorato.

Le cause sono note: migrazione delle famiglie in cerca di lavoro stabile; calo demografico dovuto alla riduzione della natalità; precarietà occupazionale, che scoraggia la formazione di nuove famiglie.

Il risultato? Un progressivo svuotamento delle scuole, con conseguenze a cascata: riduzione del personale docente e ATA, chiusura o accorpamento degli istituti, desertificazione sociale nei territori più fragili.

I dati dell’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia parlano di 4.432 occupati in più nel primo trimestre del 2025, trainati da settori come turismo, edilizia e servizi. Ma dietro la crescita si nasconde un paradosso: il lavoro c’è, ma non è stabile. Il 96% delle imprese siciliane è composto da micro-realtà con risorse limitate; i contratti sono spesso a termine, stagionali o intermittenti e i giovani continuano a partire, attratti da prospettive più solide altrove.

Come associazione che rappresenta le imprese, Conflavoro Sicilia ritiene che la vera sfida sia trasformare la crescita numerica in sviluppo sostenibile e inclusivo. “Tra le leve strategiche che riteniamo fondamentali c’è la stabilizzazione del lavoro, con sgravi fiscali per chi investe in formazione e nel capitale umano; la valorizzazione delle competenze locali, rafforzando il legame tra poli universitari e imprese; sostegno a start-up e incubatori che nascono sul territorio” dichiara il vice presidente nazionale e segretario regionale della Sicilia, Giuseppe Pullara.

Conflavoro accoglie con favore l’approccio “meno obiettivi ma più verificabili” del presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, indicato nella direttiva di indirizzo sulla programmazione strategica  2025. Tuttavia, per rendere efficace questo cambio di paradigma, servirebbe un monitoraggio costante dei risultati, un coinvolgimento attivo delle comunità locali e trasparenza nell’uso dei fondi pubblici. La scuola è il primo presidio di futuro. Se si svuota, si svuota anche la speranza. “Conflavoro Sicilia- conclude Pullara è pronta a fare la sua parte, al fianco delle imprese, delle famiglie e delle istituzioni, per costruire una Sicilia che non sia solo più occupata, ma anche più giusta, stabile e attrattiva.

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