La Sicilia si conferma tra le regioni italiane dove il contributo delle giovani donne all’economia è più forte e potenzialmente più trasformativo. Con una quota del 30% di amministratrici under 49, l’Isola si colloca ai vertici nazionali insieme alla Sardegna (31%), segnando un trend che Conflavoro Sicilia osserva da tempo: le nuove generazioni femminili stanno assumendo un ruolo crescente nella guida delle imprese, soprattutto nei servizi, nella formazione, nel turismo e nell’accoglienza, settori cardine del tessuto produttivo regionale.
“La Sicilia, con il suo 30%, dimostra una vitalità imprenditoriale che spesso non viene raccontata. Le giovani donne stanno portando innovazione, competenze e una visione nuova nei ruoli decisionali”, afferma Giuseppe Pullara, vicepresidente nazionale vicario di Conflavoro e segretario regionale della Sicilia.
L’analisi del Registro delle Imprese, commentata da Paolo Ghezzi, Direttore Generale di InfoCamere, restituisce un’immagine dell’imprenditorialità femminile molto più articolata rispetto alle narrazioni tradizionali. Secondo i dati, nelle società di capitali le donne under 49 rappresentano il 28% degli amministratori, con picchi significativi in alcuni comparti strategici: istruzione e formazione, 45%; alloggio e ristorazione, 32%; costruzioni, 16%; energia: 17%
Nonostante una lieve contrazione numerica complessiva, la presenza femminile nei ruoli decisionali rimane stabile e resiliente proprio nei settori chiave dei servizi e dell’educazione.
L’analisi territoriale evidenzia come la maggiore presenza di amministratrici under 49 nel Mezzogiorno sia legata anche alla propensione all’autoimpiego nelle aree con più elevati tassi di disoccupazione femminile. In questo contesto, la Sicilia emerge come un laboratorio di cambiamento: le giovani imprenditrici stanno colmando vuoti, innovando modelli e aprendo nuovi spazi nei servizi avanzati, nel turismo esperienziale, nella formazione professionale e nell’accoglienza.
Ghezzi sottolinea l’importanza di una base informativa solida per comprendere dove persistono barriere e ostacoli all’avanzamento femminile.
Una visione che coincide pienamente con l’impegno di Conflavoro, da anni attiva nel promuovere strumenti concreti per l’imprenditorialità femminile, accesso al credito e semplificazione, valorizzazione delle competenze e della formazione continua. Per il tessuto produttivo regionale, questo trend è un indicatore di vitalità imprenditoriale, soprattutto nei territori più fragili; un segnale di cambiamento culturale, con più donne nei ruoli decisionali; una leva strategica per servizi, turismo, formazione e accoglienza; una sfida aperta nei settori dove la presenza femminile resta marginale.